La Suprema Corte di Cassazione, nella sua massima composizione, viene investita di un quesito che è stato a lungo oggetto di dibattito in seno sia alla dottrina, sia alla giurisprudenza: l’individuazione della legge applicabile nel caso di reato a evento differito.
Il caso concreto, spunto per l’intervento nomofilattico de quo, è quello di un sinistro stradale avvenuto nel gennaio del 2016 con successivo decesso della persona offesa nell’agosto 2016, dunque successivamente alla modifica normativa, nonché all’inasprimento sanzionatorio, in materia di reati stradali.
La quaestio iuris era rappresentata dal fatto se il reato dovesse accertarsi sulla base della pregressa normativa, vigente al momento della condotta (tesi della condotta) ovvero dovesse applicarsi la nuova disciplina, in vigore al momento della realizzazione dell’evento di morte (tesi dell’evento).
Il Supremo Consesso ha condiviso la tesi della condotta, fondando il proprio ragionamento sulla funzione di garanzia svolta dal principio di irretroattività, nonché sulla funzione costituzionale della pena.
